24 marzo 2006
Il nocciolo
del cattolicesimo
democratico
Un programma politico nasce da una cultura politica e da un progetto e
diventa tale nel dialogo e nel confronto, nell’approfondimento e nell’analisi,
nell’individuazione delle priorità e nell’assunzione di responsabilità verso i
bisogni e le urgenze dell’insieme della società nazionale. Ma senza un nocciolo
politico, senza una visione, senza una cultura politica che viene continuamente
messa in gioco non c’è la politica, c’è la lotta per l’occupazione del potere.
Riscoprire il significato e il ruolo del partito politico democratico e
partecipato – dopo più di un decennio dell’antipolitica come mera espressione
del potere – è un obiettivo almeno del prossimo decennio.
Pensare che un’idea di città, di società, di nazione e di
Europa, possano esistere a prescindere da soggetti politici radicati nella
storia e nella società, è una illusione. Non c’è democrazia, senza
soggetti politici che la facciano crescere in modo partecipato e
culturalmente fondato, senza luoghi di elaborazione e di analisi, di
dibattito aperto e costruttivo, luoghi di condivisione, dove la
solidarietà venga da subito sperimentata. Un progetto, quindi un
programma, hanno vigore e inventiva se nascono in un luogo
democratico, solidale e partecipato, dove diverse culture politiche
traggono dal proprio patrimonio ideale e di conoscenza il meglio per
il bene di tutti. Molto c’è ancora da fare: il programma dell’Unione è
andato in questa direzione, da rendere duratura e da non separare
dalla costruzione di un soggetto politico democratico e partecipato,
non oligarchico o di proprietà.
La tripla (con il referendum) campagna
elettorale è l’occasione per coinvolgere molti in questa costruzione di
democrazia e di partecipazione; con chiarezza, senza cedere alla illusione
delle convenienze più facili, con l’obiettivo nitido di un rafforzamento
della democrazia, condizione essenziale per una politica che dia risposte
serie e mobilitanti.
Essere una realtà plurale è una risorsa per il paese;
le soggettività sono occasione di unità. Confrontiamoci con le ragioni e
le motivazioni degli alleati; valorizziamo attivamente le posizioni
programmatiche di un accordo equilibrato.
Allarghiamo la proposta al
mondo giovanile comunicando la nostra cultura politica rigiocata in
termini moderni. Guardiamo avanti comunicando a tutti i cittadini e le
cittadine quella linfa vitale che caratterizza e esprime la cultura
politica del cattolicesimo democratico. Illuminiamo le zone grigie per
togliere alibi a chi non vuole decidere e si lascia fagocitare dalla
pancia molle che non si distacca dagli equivoci della Casa delle libertà.
Ambigue difese dei valori, sostanziale indifferenza per la giustizia e la
libertà, incapacità a esprimere una politica democratica e
partecipata non possono essere accettate. Riproponiamo dentro l’Ulivo e la
Margherita l’essenza più vera della storia del cattolicesimo
democratico.
Il mero mantenimento del potere che caratterizza il
centrodestra non può lasciare tranquilli i cattolici che hanno sempre
condiviso la passione per la democrazia, per la giustizia sociale e per la
solidarietà.
Il messaggio sociale cristiano non può essere ingabbiato
in forme politiche caratterizzate dagli interessi privati e
individualistici, dal liberismo fintamente progressista.
Non lasciamoci
invischiare dal basso profilo o dalla rissa; esprimiamo con forza e gioia
le convinzioni più vere e fondate, costruiamo con gli alleati un
proposta politica per tutto il paese. Esprimiamo una visione giusta e
solidale per la società che si faccia carico dei bisogni più nascosti
delle persone. Il personalismo comunitario che ha mosso generazioni
di cattolici democratici è chiamato nuovamente a
esprimersi.
di ROBERTO BARBIERI